Infanzia triste senza musica
I bambini senza musica rischiano di accusare fin da
piccoli una serie di problemi: asocialità, intolleranza e mancanza di fantasia.
E' quanto emerge da un’indagine realizzata da Disney Interactive.
La
musica rilassa, esalta i sentimenti, accresce il senso del ritmo. E' meglio
inaugurare l'ascolto fin da piccolissimi. I bambini di oggi invece rispetto al
passato ne ascoltano meno mentre ne avrebbero più bisogno: nell’era della
civiltà dell’immagine, infatti, l’udito risulta tra i bambini il senso più
trascurato. Un infanzia senza musica, secondo gli psicologi, rende
i piccoli più tristi e li spinge verso l’asocialità e l’intolleranza.
L'arte dei suoni invece si rivelerebbe fondamentale per lo sviluppo della
fantasia e, essendo un linguaggio universale, aiuterebbe a sviluppare la
tolleranza e l’apertura nei confronti degli altri in una società sempre più
multietnica. Infine, i bambini senza musica possono diventare adulti poco
sensibili, timidi o magari eccessivamente attaccati alla mamma.
E’ quanto emerge da un’indagine della Disney Interactive realizzata in
occasione del lancio del videogioco musicale Rolie Polie Olie condotta da un
pool di oltre 100 psicologi, pedagogisti, pediatri e musico-terapeuti, sul tema
del rapporto tra la musica e il processo formativo dei bambini e presentata al
primo Raduno Nazionale delle Mamme.Dagli esperti arriva anche un appello alle
istituzioni: la musica oggi è sottovaluta da scuole e istituzioni in
genere che la trattano come una materia qualunque. Le poche volte che è oggetto
di insegnamento, questo viene fatto con troppa rigidità.
Molti suggeriscono innanzitutto di tornare a cantare ai figli le “ninna
nanne”, troppo spesso dimenticate. Le nuove tecnologie si possono
rivelare un alleato importante nell’incontro fra bambini e musica. La pensa
così il 58% tra psicologi e pedagogisti, contro un 34% di contrari. Bocciati i
videoclip e i bambolotti parlanti e canterini. Promossi invece l’esperienza
del ballo e del movimento a tempo di musica e il canto, anche se non in tenera
età per non non generare fenomeni di mini-divismo. Sì anche all’insegnamento
di uno strumento musicale ma, avvertono gli esperti, “i genitori devono stare
attenti a frenare ambizioni artistiche personali”.
L’eccessivo ricorso alla tv, in particolare l’abbandono dei bambini davanti ai videoclip, viene considerato negativo dall’87% degli esperti. All’opposto alcuni sottolineano invece l’importanza di eventi televisivi come lo Zecchino d’oro, “capaci di trasmettere l’amore per la musica e l’amicizia”. In tv poi il 42% degli intervistati promuove la musica delle sigle dei cartoni animati e il 34% dice sì anche ai jingle pubblicitari, capaci con le loro melodie semplici e accattivanti di far presa facilmente sui più piccoli. Solo il 21% vede con favore manifestazioni come il Festival di Sanremo.